comunicato stampa 
Genova, 18 maggio 2015

I DATI ALLARMANTI SULLA DIFFUSIONE DI SEXTING E CYBERSESSO TRA GLI ADOLESCENTI

Quando la dipendenza sessuale sfocia nella violenza 

Sabato 6 giugno un convegno presso lo StarHotel per approfondire gli aspetti clinici, sessuologici, psicologici e sociali legati alla violenza sulle donne

Il 48% degli adolescenti usa il sexting. La fruizione di pornografia on-line è spesso vissuta come routine, quindi non pericolosa, e nel 15% dei casi rientra addirittura in un modello di dipendenza ossessiva. Questi i dati allarmanti emersi da una recente ricerca condotta dalla Federazione Italiana Sessuologia Scientifica (FISS) che riunisce le Associazioni, gli Enti e le Fondazioni nazionali, pubbliche e private, impegnate in Italia nella ricerca, formazione e intervento nel campo della salute sessuale tra cui anche il Centro Clinico DAS di Genova in collaborazione con il Dipartimento di Medicina della procreazione e dell’Età evolutiva dell’Università di Pisa.

Lo scenario descritto dai recenti studi sul sexting, abitudine sempre più diffusa di creazione, condivisione e diffusione attraverso cellulare o internet di immagini e messaggi con contenuti sessuali, è da intendersi come un’allarmante distorsione del concetto di relazione. Il mutamento antropologico e comportamentale dovuto alla diffusione della rete e della tecnologia ha contribuito infatti all’affermazione di nuove metodologie di comunicazione delle emozioni in cui la sfera dell’affetto e del vissuto rischia di sgretolarsi con conseguenze negative e talvolta pericolose.

L’esponenziale diffusione e affermazione del sexting e del cybersesso, soprattutto in età adolescenziale, è spesso infatti sinonimo di dipendenze comportamentali la cui causa principale è facilmente riscontrabile nella mancanza di informazione e nella sempre più sterile educazione sessuale e affettiva.

«A fronte di una pressante e spesso scorretta informazione da parte dei media, oggi l’adolescente - racconta il professor Mauro Rossetto, psicologo, psicoterapeuta, docente di Sessuologia Clinica presso l’Università di Medicina e Chirurgia di Pisa e Membro del Direttivo della F.I.S.S. (Federazione Italiana Sessuologia Scientifica) - manca di interlocutori accessibili e affidabili a cui rivolgere i dubbi o problemi. Educare ad una sana ed armoniosa sessualità, sia in ambito familiare che scolastico, non può non significare “educazione alla relazione” in cui rispetto, reciprocità e scambio siano le regole e non l’eccezione. Pratiche e attività come il sexting, specialmente in adolescenza, rischiano di sfociare in una distorsione dell’affettività e talvolta combaciare, come per il cybersesso, in dipendenze sessuali».

Sexting, cybersesso e le altre forme di dipendenza si discostano diametralmente dal concetto di benessere riconosciuto direttamente dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) che, in occasione del Congresso Mondiale di Sessuologia di Sidney del 2008, ha definito la salute sessuale come “uno stato di benessere, emotivo, mentale e sociale legato alla sessualità e non riducibile all’assenza di malattia, disfunzione o infermità che riguarda l’individuo senza distinzioni di sesso, razza ed età”.

L’approccio degli specialisti che si occupano di tali problematiche è caratterizzato da interventi di psicoterapia. «Diventa fondamentale - prosegue il professor Mauro Rossetto - far comprendere e considerare le proprie emozioni, riconoscerle piuttosto che esagerarle o nasconderle per poi imparare a gestirle. Nei numerosi casi trattati è emersa un’emozione particolarmente importante che è la rabbia; spesso non è riconosciuta e quindi mal gestita creando così sentimenti di paura, dolore, impotenza e vulnerabilità. Le cronache confermano che alla base di tragici delitti compiuti da uomini nei confronti di donne, è proprio la difficoltà ad accettare una separazione affettiva che scatena la furia omicida ed è significativo che la maggior parte di questi eventi si concludano con un suicidio da parte del maschio. Anche qui, una forma patologica di dipendenza che non regge all’idea di sopravvivere senza quel rapporto e senza quella persona tanto amata quanto indispensabile. Possesso e mancanza di autostima emotiva sono le caratteristiche prevalenti più frequenti in questi casi».

L’occasione per approfondire tali argomenti sarà sabato 6 giugno 2015, presso lo Star Hotel di Genova dove si terrà un convegno, dalle 9 alle 13, dal titolo “La violenza sulla donna: aspetti clinici, sessuologici, psicologici e sociali” organizzato dal Centro Das - centro clinico dei Disturbi Affettivi e Sessuali con la partecipazione di medici e professionisti del settore.

Il Centro Clinico D.A.S. (Centro Studi per la Terapia dei Disturbi Affettivi Sessuali) nasce a Genova nel 1998 come struttura privata in grado di offrire servizi di psicoterapia grazie alla collaborazione di un team di professionisti altamente qualificati costituito da psicoterapeuti cognitivisti, psicologi clinici e medici specialisti, coordinati dal Professor Mauro Rossetto. Il Centro è composto da esperti professionisti nel campo medico, psicologico e pedagogico, si occupa della prevenzione, cura e riabilitazione di tutte le problematiche psicologiche.

Ufficio stampa a cura di BoccaccioPassoni
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Profilo Aziendale Centro clinico Das

Il Centro Clinico D.A.S. (Centro Studi per la Terapia dei Disturbi Affettivi Sessuali) nasce a Genova nel 1998 come struttura privata in grado di offrire servizi di psicoterapia grazie alla collaborazione di un team di professionisti altamente qualificati costituito da psicoterapeuti cognitivisti, psicologi clinici e medici specialisti, coordinati dal Professor Mauro Rossetto, psicologo e psicoterapeuta, docente di Sessuologia Clinica presso l’Università di Medicina e Chirurgia di Pisa e Membro del Direttivo della F.I.S.S. (Federazione Italiana Sessuologia Scientifica). Il Centro è composto da esperti professionisti nel campo medico, psicologico e pedagogico, si occupa della prevenzione, cura e riabilitazione di tutte le problematiche psicologiche.